È dei ricercatori di Google l’idea di usare l’Intelligenza Artificiale per creare poesie. La piattaforma si chiama PoemPortraits e mette insieme selfie, poesia e AI. Il ruolo dell’utente è quello di inserire una parola e scattarsi un selfie e il risultato sarà dato dall’apprendimento automatico dell’AI su 25 milioni di parole dei poeti del XIX secolo.

PoemPortraits è l’esperienza interattiva della piattaforma, nata nel 2011 dedicata all’arte e alla cultura, nota come Google Arts & Culture.

Es Devlin la scenografa che ha collaborato alla realizzazione dell’applicazione ha dichiarato che “l’essenza di questo progetto è il modo profondamente umano in cui cerchiamo e troviamo una risonanza personale nel testo generato dalla macchina”.

PoemPortraits è stata pensata come un’opera d’arte online e collettiva dove ciascuno dona una parola. Se l’arte e la poesia hanno sempre descritto e dato voce all’uomo e alla sua inquietudine esistenziale rimane aperta la domanda se l’AI possa davvero rappresentare questa istanza esistenziale per l’uomo. Gli studi sui processi creativi sono riusciti a dire qualcosa su come l’uomo realizza manufatti, ma non hanno prodotto ancora nessun risultato sul processo creativo che coinvolge la parola. Intanto gli studi e i progetti su AI e arte continuano e all’uomo rimane la facoltà di dare senso a tutto questo.

Fonte:

L’AI di Google crea “ritratti poetici”

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