Si chiama Dio, il suo nome è ispirato alla divinità greca Dioniso ed è una scultura progettata da un sistema di Intelligenza Artificiale. Il suo ideatore, l’artista newyorchese Ben Snell, si è servito non solo di un algoritmo, ma anche della polvere del computer che ha creato l’opera.

Grazie al machine learning e ad un archivio di oltre mille immagini di sculture classiche, l’artista ha, innanzitutto, “insegnato” al pc a dare forma alla scultura. Poi, dopo aver definito il programma alla base dell’opera, ha smontato il computer e ha polverizzato ogni suo componente con una levigatrice. Ad essere ridotti in polvere e assemblati con della resina anche il processore, la scheda madre e la scheda grafica.

Il progetto si ispira a un’opera del 1961 di Robert Morris, Box with the Sound of Its Own Making. Si tratta di una scatola di legno che emette i suoni della sua fabbricazione. Allo stesso modo la scultura di Snell rappresenta il tentativo di mostrare i processi che hanno portato alla creazione dell’opera.

“Ho usato la materia prima del calcolo per realizzare questa scultura: sia la sua potenza di elaborazione computazionale che la sua disponibilità materiale letterale”, ha spiegato Snell.

Ancora una volta l’Intelligenza Artificiale si spinge oltre l’immaginazione, dimostrando di poter trovare una valida applicazione persino nel campo artistico.

Fonti
L’intelligenza artificiale ora crea una scultura

Why this artist ground his computer into dust