Social media e IA

I “social media” o semplicemente “social” (cioè mezzi di comunicazione sociale) sono mezzi che utilizzano la rete come luogo di condivisione e scambio di informazioni ed esperienze [12.1].

Tra i più diffusi, a seconda delle età degli utenti, si ritrovano: Facebook, Messanger, Whatsapp, Instagram, Twitter, Linkedin, Tik Tok.

In modalità differenti incorporano algoritmi di intelligenza artificiale a vari scopi, non sempre dichiarati, determinando tra l’altro:

  • Proposta di nuovi contatti
  • Sentiment analisi
  • Gratificazione della propria immagine
  • Promozioni di beni di mercato
  • Suggerimenti di acquisto di beni affini a quelli preferiti
  • Influenze di opinioni sociali o politiche
  • Cattura di informazioni personali
  • Riconoscimento dei volti e di immagini
  • Riconoscimento di brani musicali
  • Interoperabilità tra le viarie piattaforme.

Generalmente si tratta di algoritmi di cui non viene reso noto, con trasparenza, il funzionamento, né la memorizzazione e l’uso di eventuali dati raccolti. Secondo i casi gli algoritmi sono capaci di comprensione del linguaggio naturale. 

Tra i vantaggi si riscontrano la facilitazione della comunicazione e della riduzione delle distanze, l’ausilio alla programmazione di attività, l’apertura culturale.  A volte possono rappresentar un rischio di utilizzo in termini di orientamento educativo, riduzione dell’originalità, passività delle persone verso modelli invisibilmente imposti, violazione della privacy.

I social fanno parte della nuova cultura di massa [12.2]. In tale ambito Umberto Eco definiva “apocalittici” gli intellettuali che esprimono un atteggiamento critico nei confronti di tale cultura e “integrati” coloro che ne hanno una visione ingenuamente ottimistica. 

Riferimenti bibliografici

[12.1] Treccani www.treccani.it

[12.2] Umberto Eco, Apocalittici e integrati, 1964 da it.wikipedia.it