Algoretica

Se l’uomo ragiona con il pensiero e tiene conto di principi etici, le macchine funzionano con algoritmi. L’uomo tiene conto di principi etici e le macchine?

Un principio etico fondamentale, secondo Benanti [4.1], è la capacità dell’IA di “offrire all’uomo una migliore possibilità di cognizione e non rendere mai invece la cognizione una funzione algoritmica sottratta all’uomo”.  

La convivenza tra uomini e macchine richiede quindi un nuovo concetto, quelle che Benanti ha denominato Algoretica. Ci si attende in tal senso una Intelligenza Artificiale più umana. Serve un approccio interdisciplinare per fondere i meccanismi dell’automazione con principi etici di comportamento, ad esempio nel supporto alle decisioni i cui risultati hanno effetti sulle persone.

Se il software antico è il pensiero, artefice non esclusivo del futuro, come affermava Natale nel 1995 [4.1], il software moderno dovrebbe essere necessariamente algoretico. Almeno nella gestione dei rischi, economici, ambientali e della salute, si direbbe della vita, occorrerà inventare algoritmi trasparenti e che tengano conto di criteri condivisi a priori. L’essenza della impostazione etica implicherà anche l’inclusione della componente umana nell’automatismo informatico. La complessità delle tematiche presupporrà di saper introdurre una Governance umana che non rallenti le potenzialità e l’efficienza dell’Intelligenza Artificiale, ma la completi e la orienti verso valori 

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Riferimenti bibliografici

[4.1] Paolo Benanti, “Le macchine sapienti: intelligenze artificiali e decisioni umane”, 2018, (Marietti 1820)

[4.2] Domenico Natale, “Qualità e Quantità nei sistemi software”, 1995, (FrancoAngeli)