Si stima che il 40% di tutto il traffico generato su internet sia fake. Secondo il New York Magazine, la polizia ha arrestato otto persone con l’accusa di aver condotto due truffe pubblicitarie per un valore di 36 milioni di dollari.
Gli hacker avevano infettato 1,7 milioni di computer in modo da portare traffico fasullo su precisi siti civetta, ovvero pagine web prive di contenuto, che non hanno altro scopo se non quello di ospitare pubblicità. Questi siti sono progettati per far credere ai pubblicitari di trattare con ambiti siti premium. In poche parole, erano finti sia i siti che le visualizzazioni. A essere vera, era solo la pubblicità.

Questo sistema di dati fake e fake news si sta estendendo in tutto il web, specialmente sui social e sulla piattaforma video, Youtube. Gli impiegati di questa piattaforma hanno temuto per un certo periodo che la quota di utenti-bot fosse talmente elevata da fuorviare il sistema che dovrebbe scovarli, portandolo a considerare fasullo il traffico degli utenti umani.

Facebook ha dovuto difendersi da molte accuse. Il social fu accusato di indicare in maniera poco chiara e trasparente la il numero di persone raggiunte delle varie pagine di Facebook, di aver arrotondato per eccesso il tempo speso dagli utenti che guardano i video e anche il tempo trascorso leggendo i famigerati instant articles. Se prima i dati, gli utenti e le visualizzazioni erano fake, su internet ora anche il tempo diventa fake.

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Su internet sta diventando tutto fake?