Valerio DE GIOIA, “Il giudice Robot”

Abstract dell’intervento

Un sistema di “giustizia predittiva”, intesa quale possibilità di prevedere l’esito di un giudizio attraverso il ricorso ad algoritmi, può trovare applicazione anche nel processo penale con riferimento alle misure cautelari –  in relazione alla valutazione della sussistenza del pericolo di reiterazione del reato –, e al beneficio della sospensione condizionale della pena; in entrambi i casi, infatti, il giudice è chiamato ad operare una valutazione prognostica, una sorta di scommessa, in ordine ai comportamenti che in futurò terrà l’indagato o imputato.

Attenzione, però, questo non vuol dire sostituire il giudice con un robot: per quanto valido sia il programma e corrette le indicazioni inserite – in ordine, ad esempio, ai precedenti penali, giudiziari, ecc. – sarà sempre l’uomo a dover decidere; l’indicazione fornita dal sistema potrà, al più, alleggerire l’onere motivazionale a carico del giudicante il quale, di converso, qualora decida di non adeguarsi, disattendendo le indicazioni fornite dalla “macchina” dovrà dare una motivazione “rafforzata”.

Intervento in IA NO STOP – GOVERNANCE, Venerdì 25 settembre ore 11.15 – 11.30


Breve biografia

Valerio DE GIOIA, magistrato

Valerio de Gioia, nato a Firenze il 18 marzo 1973, avvocato e magistrato all’età di 25 anni, è stato giudice civile, dell’esecuzione e del lavoro; attualmente è giudice penale presso la prima sezione del Tribunale di Roma (specializzata per i reati contro i soggetti vulnerabili – violenza di genere).

Docente presso la Scuola di specializzazione delle professioni legali della “Sapienza – Università di Roma”, l’Istituto regionale studi giuridici “Arturo Jemolo”, Roma, l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative dell’Arma dei Carabinieri – Ufficio Addestramento, Velletri (corsi di aggiornamento sulla violenza di genere) e la Scuola Territoriale dell’UCPI – Camera penale di Roma – Corso di Formazione Tecnica e Deontologica dell’Avvocato Penalista.