Governance umana

Una Governance in grado di coordinare la progettazione a priori e la supervisione a posteriori dell’applicazione di nuove tecnologie e dell’IA è un tema sentito, ma appena avviato in alcuni casi [5.1]. Se la cultura della Governance non fa parte di un atteggiamento culturale che richiede collaborazione, condivisione trasversale integrata di competenze e infrastrutture, difficilmente si ritroverà nel mondo dell’IA che non è altro che una proiezione nel digitale di azioni e funzionamenti del mondo reale. 
Il verticalismo storico della realizzazione di applicazioni informatiche, dal 1950 ad oggi in tutto il mondo, non aiuta certamente all’interoperabilità dei sistemi e all’interscambio dati: questo avverrà nel campo medico, delle smart city, dei trasporti intelligenti, ecc.. 
Per una Governance umana non serve solo la tecnologia, servono anche dati. Interessante l’osservazione di Benanti in Macchine pensanti: una mappa può essere una copia esatta della realtà? Il virtuale digitale è una mappa del reale, ma semplificata al punto giusto che consente l’orientamento nell’universo delle cose troppo esteso. Gli atomi essenziali della mappa sono i dati. In un epoca di “infodemia” l’orientamento non è facile, anzi di rischia di soccombere tra tante informazioni, alcune anche false. I modelli di qualità dei dati possono essere di orientamento e di utile comprensione dei fatti e le tecniche statistiche dei Big data possono aiutarci nella ricerca di “andamenti costanti” nel “caos” del mondo variabile. 

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Riferimenti bibliografici

[5.1] ISO/IEC JTC 1/SC 42/JWG 1 Secretariat: DIN Information Technology — Governance of IT — Governance implications of the use of  Artificial Intelligence by organizations