Franco SIDDI, “Umanesimo editoriale e algoritmi”

Abstract dell’intervento

Rappresento l’associazione delle radio e televisioni in Confindustria, e in quanto proveniente dal giornalismo mi sta particolarmente a cuore il tema dello  sviluppo dell’informazione professionale  nell’ambiente digitale.  Nel settore radiotelevisivo, il tema dell’utilizzo dell’IA è oggi limitato. Il broadcasting, infatti, a  differenza delle attività che si sviluppano su Internet, non ha a disposizione grandi quantità di dati e ha anzi precise limitazioni alla raccolta e profilazione degli stessi, anche online. Non mancano tuttavia gli aspetti “critici” che pone lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale al nostro settore.
Sono aspetti etici in senso ampio, legati al ruolo che possono e devono giocare l’informazione professionale e verificata e la comunicazione commerciale, sicura, affidabile, certificata che vengono garantite dalle emittenti; e legati al ruolo della produzione e diffusione di contenuti originali e localizzati, con criteri di rispetto, equilibrio, pluralismo e remunerazione, anch’essi aspetti essenziali dell’attività dell’editore radiotelevisivo, normati e introiettati nel tempo e parte integrante della loro identità.  
Degli sviluppi dell’intelligenza artificiale, ci spaventa quella che alcuni studiosi hanno definito “algocrazia”, ossia l’aver demandato a sistemi automatici di indicizzazione basati su criteri di ottimizzazione commerciale –  criteri peraltro non condivisi –  la scelta di indirizzare contenuti informativi e culturali, con tutti i problemi che ciò crea in termini di pregiudizi informativi, polarizzazione, rischi per la privacy e la sicurezza degli utenti; oltre ai danni per quanti tali contenuti e opere creano seguendo parametri etici, professionali, ed essendone pienamente responsabili, come gli editori radiotelevisivi.
Limiti e rischi di oggi non significano tuttavia che l’innovazione e l’intelligenza artificiale non possano giocare un ruolo nella trasformazione digitale dell’industria culturale 4.0. Si sta già lavorando, per esempio, nell’adeguare la qualità dei contenuti e la loro accessibilità in un ambiente digitale avanzato e multi-connesso per garantire una migliore tutela e promozione dei contenuti europei, e nel delineare e formare nuove professionalità: tutti elementi dove l’IA ha bisogno di impostazione umana per contribuire a riformulare il ruolo di presidio di cultura, informazione e democrazia degli editori nell’ambiente digitale. 
Garanzia di visibilità, sostenibilità, ruolo e preminenza editoriale anche in rete, quindi, per competere ad armi pari con gli OTT. Nuovo ruolo del giornalismo, anzi dei giornalismi professionali, che devono adattarsi ai nuovi linguaggi digitali non solo per sfuggire alla robotizzazione dell’informazione, ma anche per rilanciare online le caratteristiche precipue del giornalismo, che è inchiesta, opinione, cultura, sviluppo di senso critico e democratico, caratteristiche non replicabili dai sistemi di IA omologanti. 
Infine, i brodacaster possono essere soggetti trainanti per la trasmissione  e la fruibilità migliore di contenuti di qualità attraverso sistemi intelligenti della infrastruttura di rete,  per veicolare, con principio di responsabilità identificata o ricostruibile,  contenuti di qualità a 360°. 
Solo mantenendo agenti umani responsabili, garantendo condivisione e verificabilità degli algoritmi e dovuto risalto alle fonti attendibili si possono evitare derive distopiche nell’ecosistema digitale.

Intervento nel Convegno – GOVERNANCE VENERDì 25 SETTEMBRE – SESSIONE GOVERNANCE ore 9.30 – 14.00


Breve Biografia

Francesco Angelo Siddi è Presidente di Confindustria Radio Televisioni. Presidente dell’Osservatorio TuttiMedia (Otm), già Consigliere di Amministrazione Rai, è stato Presidente e Segretario Generale della Federazione Nazionale Stampa Italiana.