Già dal 2017 è operativo nella Reggia di Caserta Borbot, il “primo assistente virtuale” di un museo italiano. Il suo nome deriva dalla crasi tra Borboni, i proprietari storici del Palazzo Reale più grande del mondo, e Robotica. Si tratta di un modello di Intelligenza Artificiale, in particolare un chatbot, che interagisce con i turisti che si collegano alla pagina Facebook della Reggia.

Creato dalla 360 Open, start-up casertana fondata nel 2015, Borbot è in grado di gestire il customer engagement. Infatti, grazie all’app Messenger di Facebook il sistema risponde in maniera immediata alle domande degli utenti relative ai servizi del Museo. Un vero e proprio collaboratore attivo 24 ore su 24 che fornisce supporto ai turisti e ottimizza il flusso di comunicazione.

“Stavamo lavorando per conto di un cliente privato – spiega uno dei fondatori della 360 Open- quando ci siamo chiesti se era possibile applicare l’intelligenza artificiale anche agli enti pubblici e musei. Così io e i miei soci abbiamo incontrato Mauro Felicori (ex direttore della Reggia, N.d.A) e abbiamo parlato di questo progetto che poteva migliorare, e di molto, l’interazione tra la pagina social del museo e i visitatori”.

Per di più, Borbot è pensato per dialogare con gli utenti in tutte le principali lingue europee. Non solo, questo “assistente virtuale” è anche capace di trasferire le richieste più complesse ad un operatore umano.

Un esperimento riuscito che mostra la grande efficienza dell’Intelligenza Artificiale persino nel mondo della cultura e dell’arte.

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